Bandiera del Portogallo

Storia, colori, sfera armillare, cinque scudi e sette castelli: gli elementi della bandiera del Portogallo sono carichi di significato da scoprire.
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Tra le bandiere europee più cariche di simbolismo, la bandiera del Portogallo racchiude in un rettangolo verde e rosso oltre nove secoli di storia, conquiste e identità nazionale. Al centro, uno stemma che nessun altro paese al mondo potrebbe vantare: una sfera armillare — lo strumento con cui i navigatori portoghesi cartografarono il globo tra il XV e il XVI secolo — sormontata da uno scudo medievale con cinque scudi interni e sette castelli dorati. Non è un semplice emblema decorativo, ma un condensato di battaglie, esplorazioni e rivoluzioni che hanno plasmato l’Europa e il mondo.

La bandiera verde-rubra, come viene chiamata in portoghese, fu adottata ufficialmente il 30 giugno 1911 dopo la rivoluzione repubblicana del 5 ottobre 1910, che pose fine alla monarchia. Da quel momento, il verde e il rosso sostituirono il bianco e l’azzurro reale, segnando una cesura netta con il passato dinastico. In questo articolo scoprirete il significato di ogni elemento della bandiera portoghese, la sua evoluzione attraverso i secoli, le teorie sui colori e le curiosità che la rendono uno dei simboli nazionali più affascinanti d’Europa.

Com’è fatta la bandiera del Portogallo

La bandiera nazionale del Portogallo ha forma rettangolare con proporzioni 2:3 — per ogni due unità di altezza, tre di larghezza. È divisa verticalmente in due bande di dimensioni asimmetriche: quella verde, posizionata sul lato del pennone, occupa i 2/5 della lunghezza totale, mentre quella rossa copre i restanti 3/5, costituendo la porzione più ampia del vessillo.

Al centro della linea di divisione tra i due colori è collocato lo stemma nazionale, posizionato in modo da sovrapporsi equamente a entrambe le bande. Lo stemma è composto da una sfera armillare dorata su cui poggia il tradizionale scudo portoghese. Le proporzioni esatte dei colori e la posizione dello stemma sono definite dalla legge portoghese, che tutela il simbolo nazionale da usi impropri: chi offende o distrugge pubblicamente la bandiera rischia fino a due anni di reclusione secondo il codice penale portoghese.

La Costituzione della Repubblica del Portogallo cita esplicitamente all’articolo 11, paragrafo 1, che la bandiera nazionale è “simbolo della sovranità della Repubblica, dell’indipendenza, dell’unità e dell’integrità del Portogallo”.

Il significato dei colori della bandiera portoghese

Il significato del verde e del rosso nella bandiera del Portogallo è stato oggetto di interpretazioni diverse nel corso del tempo, alcune ufficiali, altre politicamente connotate. Non esiste un’unica versione accettata da tutti, e questa ambiguità fa parte del fascino del simbolo.

Il verde: speranza, foreste e ideali repubblicani

L’interpretazione ufficiale più diffusa vuole che il verde rappresenti la speranza del popolo portoghese nel futuro e la fiducia nella capacità di autogoverno conquistata con la Repubblica. In questo senso, il verde fu scelto anche perché era il colore del Partito Repubblicano Portoghese, il movimento politico che guidò la rivoluzione del 1910.

Durante l’Estado Novo, il regime autoritario che governò il Portogallo dal 1933 al 1974, il verde fu reinterpretato come simbolo dei boschi e delle foreste del paese, in una lettura più naturalistica e nazionalista. Una terza teoria, meno romantica ma storicamente interessante, collega il verde ai colori della Croce dell’Ordine di Cristo — rossa su campo verde — utilizzata durante la Rivoluzione del 1640, quando il Portogallo si liberò dal dominio spagnolo.

Il rosso: sangue, coraggio e rivoluzione

Il rosso è universalmente interpretato come il simbolo del sangue versato dai caduti nelle guerre di indipendenza e nelle battaglie per difendere la patria. Era il colore della bandiera rivoluzionaria del 1910, scelto per distinguere il nuovo stato repubblicano dalla precedente bandiera monarchica, che utilizzava uno sfondo rosso chiaro. Aggiungere il verde accanto al rosso serviva proprio a evitare confusioni con il vecchio emblema reale.

Esiste anche un’interpretazione poetica che collega il rosso al colore dell’alba e del tramonto visti dalle navi portoghesi durante le grandi esplorazioni del XVI secolo — un’immagine potente che celebra l’eredità dei navigatori. C’è infine chi sostiene che i due colori richiamino il federalismo iberico, un’ideologia repubblicano-socialista dell’inizio del Novecento che ipotizzava una futura unione politica tra Portogallo e Spagna, anche se questa lettura è sempre stata respinta dalla cultura portoghese ufficiale, che ha difeso strenuamente la propria indipendenza.

Lo stemma del Portogallo

La parte più complessa e affascinante della bandiera portoghese è certamente lo stemma, ufficialmente denominato Brasão de Armas de Portugal. Adottato nella sua forma attuale il 30 giugno 1911 insieme alla bandiera, questo emblema è considerato uno dei più antichi ancora in uso in Europa, con radici che risalgono al XII secolo. Ogni elemento racconta un capitolo diverso della storia del paese.

La sfera armillare: il simbolo delle grandi scoperte

La sfera armillare è l’elemento più immediatamente riconoscibile dello stemma portoghese. Si tratta di uno strumento astronomico — noto anche come astrolabio sferico — usato dai navigatori per calcolare la posizione delle stelle e tracciare rotte di navigazione. Era lo strumento con cui Vasco da Gama aprì la via marittima per le Indie nel 1498, con cui Bartolomeu Dias doppiò il Capo di Buona Speranza nel 1488, con cui i portoghesi costruirono il primo grande impero commerciale transoceanico. A Lisbona, nel quartiere di Belém, il Monastero dos Jeronimos e la Torre di Belém ricordano ancora oggi quella stagione di esplorazioni che la sfera armillare simboleggia sulla bandiera.

La sfera armillare era già il simbolo personale di Manuele I, il re sotto cui le scoperte geografiche raggiunsero il loro apice, e fu associata a diversi stemmi del Portogallo coloniale. Entrò a far parte dello stemma nazionale ufficialmente nel 1816, con l’elevazione del Brasile a regno e la creazione del Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarves. Nella versione presente sulla bandiera, la sfera è raffigurata in oro con elementi neri: un arco principale corrispondente al percorso annuale del sole e quattro archi più piccoli che indicano l’equatore, i due tropici del Cancro e del Capricorno.

Lo scudo: bianco, rosso e blu, otto secoli di araldica

Sovrapposto alla sfera armillare si trova il tradizionale scudo portoghese, presente in praticamente tutte le bandiere nazionali del paese fin dal 1143. Lo scudo è diviso in due parti: un campo bianco interno con cinque scudi blu più piccoli disposti a quinconce (a formare una croce), e un bordo rosso esterno con sette castelli dorati a tre torri.

È uno degli elementi araldici di più lunga continuità nella storia europea: dalla battaglia di Ourique (1139) a oggi, lo scudo con i cinque scudi interni non è mai sparito dalle insegne nazionali portoghesi, cambiando forma e dettagli ma mantenendo intatta la propria essenza simbolica.

I cinque scudi azzurri: la battaglia di Ourique e il miracolo di Cristo

Al cuore dello stemma si trovano i cinque scudi di colore blu, ciascuno contenente a sua volta cinque bisanti color argento disposti a croce, per un totale di venticinque. Questi scudi sono così centrali nell’identità portoghese da dare il nome popolare alla bandiera: Bandeira das Quinas, ovvero “Bandiera dei Cinque Scudi”.

La leggenda vuole che i cinque scudi commemorino la vittoria di Alfonso Henriques — il primo re del Portogallo — nella battaglia di Ourique del 1139 contro cinque re moreschi. Prima dello scontro, secondo la tradizione, il re avrebbe avuto una visione di Gesù Cristo in croce che gli preannunciava la vittoria. In segno di gratitudine, avrebbe fatto raffigurare sullo scudo i cinque re sconfitti. I venticinque bisanti argentati all’interno di ogni scudo sono stati interpretati nel corso dei secoli in modi diversi: le cinque piaghe di Cristo (mani, piedi e costato), le monete con cui Giuda tradì Gesù, o più semplicemente le decorazioni metalliche (brocche) che adornavano gli scudi protettivi dei cavalieri medievali.

Il numero attuale dei bisanti — cinque per ogni scudo — fu codificato definitivamente nel 1485 da Giovanni II, che standardizzò anche la disposizione degli scudi interni.

I sette castelli dorati: le vittorie sui Mori

Il bordo rosso dello scudo portoghese è ornato da sette castelli a tre torri color oro. Questi castelli ricordano le vittorie dei re portoghesi durante la Reconquista, la progressiva riconquista cristiana della penisola iberica dalla presenza islamica. In particolare, fanno riferimento alle battaglie di Alfonso III, che nel 1249 completò la liberazione dell’Algarve, l’ultima regione portoghese sotto controllo arabo.

Il numero dei castelli non è sempre stato sette. Inizialmente erano in numero imprecisato; divennero dodici sotto Alfonso IV e infine sette sotto Sebastiano I, nel XVI secolo. C’è anche una tradizione che li colleghi al matrimonio di Alfonso III con Beatrice, figlia del re castigliano Alfonso IX, il cui gonfalone era un drappo rosso con un castello dorato — un riferimento diplomatico cucito direttamente sullo stemma nazionale.

La storia della bandiera del Portogallo: dai Conti di Borgogna alla Repubblica

La storia della bandiera portoghese è inseparabile dalla storia del paese stesso. Ogni cambio di vessillo ha corrisposto a una trasformazione profonda della nazione, dalla sua nascita come contea medievale fino alla nascita della Repubblica moderna.

Le origini medievali: blu e bianco (1095–1248)

Le prime insegne riconoscibili del Portogallo risalgono alla fine dell’XI secolo, quando il territorio era una contea assegnata al borgognone Enrico di Borgogna. Il suo stemma era una semplice croce blu su sfondo bianco, derivata dalle araldiche feudali francesi. I colori dominanti di quel periodo erano quindi l’azzurro e il bianco, che rimasero associati alla monarchia portoghese per diversi secoli.

Con Alfonso Henriques, che nel 1143 ottenne il riconoscimento dell’indipendenza del Portogallo dal regno di León, lo scudo si arricchì dei cinque scudi interni. Suo figlio Sancho I (1185) trasformò il simbolismo, isolando gli scudi dalla croce originaria e disponendoli in modo autonomo — un’evoluzione araldica che avrebbe portato alla configurazione attuale. Il monastero di Alcobaça, fondato dallo stesso Alfonso I in segno di gratitudine per la vittoria sui Mori a Santarém, è oggi visitabile nella regione del Portogallo Centrale ed è Patrimonio UNESCO dal 1989.

L’aggiunta dei castelli e la dinastia di Avis (XIII–XIV secolo)

Nel 1248 Alfonso III introdusse il bordo rosso con i castelli dorati, probabilmente in riferimento alle araldiche della casata di Castiglia della sua consorte. Da quel momento lo stemma portoghese assunse la struttura essenziale che mantiene ancora oggi: cinque scudi azzurri al centro, bordo rosso con castelli all’esterno.

Nel 1385 l’ascesa al trono di Giovanni I, fondatore della dinastia di Aviz, portò piccole modifiche: ai castelli vennero aggiunti quattro gigli verdi sui lati dello scudo, simbolo dell’Ordine di Aviz di cui il nuovo sovrano era Maestro. Questi gigli scomparvero successivamente, ma testimoniano quanto l’araldica portoghese sia stata plasmata dalle istituzioni militari e religiose del medioevo.

La sfera armillare e l’era delle scoperte (XV–XVI secolo)

Durante il regno di Manuele I (1495–1521), l’epoca d’oro dell’esplorazione portoghese, la sfera armillare divenne un simbolo nazionale di primissimo piano. Era presente sulle navi, sui manoscritti, sulle piastrelle azulejo. Vasco da Gama aprì la rotta verso l’India, Pedro Álvares Cabral “scoprì” il Brasile nel 1500, Fernão de Magalhães circumnavigò il globo per la prima volta tra il 1519 e il 1522 su commissione spagnola ma con origini portoghesi. La sfera armillare diventò il modo più immediato per comunicare l’identità di una nazione che aveva ridisegnato la mappa del mondo. Oggi potete rivivere quell’eredità seguendo un tour del Portogallo che tocchi i grandi monumenti dell’era manuelina.

La monarchia blu e bianca (1830–1910)

Nel corso del XIX secolo, la bandiera portoghese tornò ai colori tradizionali della monarchia: blu e bianco, in uso dal 1830. Questi colori riflettevano la continuità dinastica, ma ignoravano completamente il fermento repubblicano che si stava diffondendo nel paese. La tensione tra conservatori monarchici e progressisti repubblicani si accumulò per decenni, fino all’esplosione del 1910.

La Rivoluzione del 1910 e la bandiera repubblicana

Nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1910, una rivolta militare repubblicana pose fine alla monarchia portoghese. La nave Adamastor, da cui partì il segnale della rivolta, innalzò una bandiera con i colori invertiti — rosso verso l’asta, verde verso l’esterno — anticipando il nuovo simbolo nazionale.

Una commissione fu incaricata di progettare la nuova bandiera. Ne fecero parte il pittore Columbano Bordalo Pinheiro, il giornalista João Chagas, lo scrittore Abel Botelho e due veterani militari della rivoluzione, Ladislau Pereira e Afonso Palla. La decisione più controversa fu quella sui colori: sostituire il bianco e l’azzurro monarchici con il verde e il rosso del movimento repubblicano significava anche abbandonare secoli di tradizione visiva. Il verde, posizionato verso il pennone, occupò un terzo della bandiera; il rosso, colore dominante della rivoluzione, i due terzi rimanenti. La bandiera fu approvata dall’Assemblea costituente il 19 giugno 1911 e inserita nella Costituzione il 30 giugno 1911.

Dalla dittatura alla democrazia (1933–1974)

Durante il regime autoritario dell’Estado Novo guidato da António de Oliveira Salazar, la bandiera rimase invariata. Il regime si appropriò del simbolismo nazionale senza modificare il vessillo, limitandosi a reinterpretare i colori in chiave nazionalista e paternalista. Con la Rivoluzione dei Garofani del 25 aprile 1974, che pose fine alla dittatura e aprì la strada alla democrazia, la bandiera fu mantenuta come simbolo della nazione. La Costituzione democratica del 1976 ne confermò il valore istituzionale, ribadendo il legame con la rivoluzione del 1910 e con l’identità repubblicana.

Curiosità sulla bandiera del Portogallo

La bandiera portoghese è conosciuta con due soprannomi ufficiali. Il primo è Bandeira das Quinas — “Bandiera dei Cinque Scudi” — un riferimento diretto ai cinque scudi azzurri al centro dello stemma. Il secondo è Bandeira Verde-Rubra — “Bandiera Verde-Rossa” — che descrive semplicemente i due colori dominanti. Entrambi i nomi sono usati nel linguaggio comune e nei testi ufficiali, testimonianza di quanto ogni elemento del vessillo sia profondamente radicato nella cultura nazionale.

La bandiera portoghese nelle ex colonie

L’influenza dell’araldica portoghese si ritrova ancora oggi nelle bandiere di diversi paesi ex coloniali. Il Brasile, pur avendo adottato colori e simboli propri dopo l’indipendenza nel 1822, mantiene alcune tracce dell’eredità lusitana nella struttura del suo stemma. Anche le bandiere di Capo Verde, São Tomé e Príncipe, Angola, Mozambico e Guinea-Bissau portano i segni dell’influenza coloniale portoghese, pur avendo sviluppato identità visive pienamente originali dopo l’indipendenza negli anni Settanta del Novecento.